Ideato dall’artista e regista cinematografico inglese Peter Greenaway, l’evento multimediale assolutamente originale, guiderà i visitatori a una visione sorprendente dell’Ultima Cena di Leonardo.
Presso il refettorio del Convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano, proprio dove Leonardo ha dipinto su un muro il momento solenne dell’annuncio del tradimento e dello sgomento degli apostoli, il pubblico potrà accedere solamente in piccoli gruppi di venticinque persone per volta per i vincoli imposti dalle fragili condizioni del dipinto.
L’evento sarà ripetuto Dal 16 al 21 aprile a intervalli di venti minuti, dalle ore 19:30 alle 22:30.
Per offrire le stesse emozioni a un pubblico più vasto, grazie a una particolare combinazione di sofisticata tecnologia digitale e di abilità artigianale, sarà realizzata per la prima volta una copia perfetta del dipinto leonardesco, un vero e proprio ‘clone’ con le stesse dimensioni e soprattutto con le stesse caratteristiche di matericità dell’originale, che sarà visibile nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale durante la settimana dei Saloni.
Il dipinto prenderà vita sotto gli occhi dei visitatori grazie a proiezioni di immagini e luce che sembreranno scaturire dallo stesso dipinto originale, accompagnato da una colonna sonora di voci, musiche e suoni.
Il progetto è coordinato da Change Performing Arts con la direzione artistica di Franco Laera e, si avvale delle più avanzate tecnologie applicate all’arte.
Hal9000 ha realizzato la foto digitale del celebre dipinto leonardesco a una risoluzione altissima, mai raggiunta in precedenza, mentre l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma ha fornito la scansione in 3D della Sala del Refettorio di Santa Maria delle Grazie;
La combinazione di questi elementi e l’abilità manuale di esperti restauratori Factum Arte, sotto la guida di Adam Lowe hanno permesso di clonare l’opera.
Infine ha collaborato alla realizzazione dell’evento, Reinier van Brummelen, direttore della fotografia e storico collaboratore di Peter Greenaway, che si è servito del supporto di Stereomatrix , V-Factory (la sezione di Change Performing Arts dedicata alle arti visive) e Euphon/Mediacontech Group, leader italiano nell’applicazione delle tecnologie digitali al mondo della comunicazione.


