Oggi ho letto sul corriere online un articolo sull’amatissimo “Foie gras”, o per chi come me non ama gli anglismi “paté di fegato d’oca”. Premetto, non sono un animalista, indosso scarpe, cinture e accessori in pelle ogni giorno e, non mi sento particolarmente in colpa, ma a tutto c’è un limite. Almeno credo.
Albert Einstein in una delle sue tante citazioni disse: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi”. Questa è una delle innumerevoli prove che l’illustre fisico e filosofo tedesco non si sbagliava.
Per “produrre” questa schifosa poltiglia, le povere oche sono sottoposte a indicibili sofferenze, gli viene indotta la “steatosi epatica”, una malattia del fegato causata da accumulo di lipidi (grassi). Come? Basta un tubo metallico di 28 centimetri che viene, tutt’altro che delicatamente, infilato nel gozzo dell’animale per riempirlo dalle 3 alle 8 volte al giorno con (come specificato nell’articolo) “una palla di mais cotto e salato del peso di circa 400/500 grammi (come se una persona del peso di 80 kg fosse costretta a mangiare 20 kg di spaghetti al giorno)”. Il trattamento/tortura dura dalle due alle quattro settimane, la variazione temporale non è per ottenere diverse “qualità” di prodotto, ma solo una questione di resistenza dell’animale che alla fine muore soffocato, espellendo grandi quantità di sangue dal becco. Non è possibile, almeno per me, immaginare un tale grado di sofferenze. Per chi ha coraggio e stomaco può guardare su youtube questo video denuncia.
Se riuscite ad andare fino in fondo, ce ne sono degli altri.
Che dire, l’uomo è storicamente una bestia capace di spropositate crudeltà, poi con un pizzico di ipocrisia è capace di concentrarsi, indignarsi e far polemica su temi del tipo: “la gravidanza dell’elefantina”, troppo piccola per fare le cosine sconce! Si, si parla anche, e a ragione, di temi seri come la vivisezione o il rischio di estinzione dei volatili o il massacro delle balene. Si se ne parla tanto, se ne è parlato in passato, ma cosa è cambiato?
Ecco che dinuovo, mi assale la rabbia e un profondo senso di impotenza nei confronti d’ogni stortura, a qualunque livello, di questa società “civile” a cui, ahimè appartengo!
Buon foie gras a tutti!



approvo in pieno, far capire ad un’amica francese perche’ non lo posso proprio mangiare, anche se offerto della migliore qualita’ e’ difficile, ti viene a dire: ma i manzi in batteria? e le galline? c’e’ tortura e tortura, e’ chiaro
Da: mafalda su 23 Febbraio 2008
alle 12:37 pm
e le pellicce dei cinesi?
Da: PEJA su 23 Febbraio 2008
alle 5:01 pm
Concordo che vedere i manzi in batteria o gli “allevamenti” di galline non sia certo bello, ma torture come quelle delle oche o, come faceva notare Peja, le pellicce cinesi dove, pensate, spesso gli animali vengono “spogliati” della loro pelle mentre sono ancora in vita, sono davvero troppo. I poveri malcapitati, rimangono in agonia ancora un po’ dopo il disumano trattamento. Ma in che mondo viviamo? Noi in Italia sembra che ci interessiamo solamente dei cani che vengono abbandonati in autostrada ad agosto. Ovviamente è importantissimo e lodevole, ma tutto il resto? Per interessarci e essere sensibili a certi argomenti, abbiamo proprio bisogno che diventino necessariamente casi mediatici? Tutto quello che non passa per quello “scatolotto luminescente” non esiste?
Grazie per i vostri interventi.
Da: Roberto Jevolella su 25 Febbraio 2008
alle 8:21 am